Razoblique: la storia di un rasoio

Pubblicato da: Paolo Colnaghi In: MANUALE SULL'USO DEL RASOIO DI SICUREZZA Sopra: Commento: 0 favorite Lettori: 154

Perché realizzare un rasoio di sicurezza obliquo in polipropilene? Curiosità e retroscena del rasoio totalmente made in Italy Razoblique

Perché un rasoio obliquo? Nel corso degli anni mi sono reso conto che avendo una pelle molto sensibile ed una barba dura evitavo di passare il rasoio dritto, ma tendevo sempre a curvarlo per aumentare la scorrevolezza della lama e permettere un taglio più efficace in fase di pelo e più delicato in contropelo, riducendo così il numero di passate e di conseguenza le potenziali irritazioni. Osservando la mia tecnica mi è venuta voglia di provare un nuovo tipo di rasoio così decisi di comprare un rasoio slant: fu amore a prima vista, ma alla lunga ne rimasi in qualche modo insoddisfatto. Nonostante fosse abbastanza semplice ed intuitivo da utilizzare non offriva la giusta precisione ed efficacia di taglio che desideravo.

Alla fine mi imbattei quasi per caso in un vecchio rasoio tedesco, probabilmente antecedente alla seconda guerra mondiale, obliquo. Finalmente avevo raggiunto il livello di scorrevolezza desiderato, ma risultava troppo delicato per i miei gusti. Decisi così di ripensarlo per aumentarne l'efficacia con un tocco di design tipico del made in Italy.

Perché un rasoio in polipropilene? L'ispirazione per il materiale del rasoio Razoblique l'ho trovata nei vecchi rasoi degli anni '30, a quel tempo era normale produrre modelli in bachelite per una scelta estetica, ma soprattutto per la penuria di metallo necessario per produrre armi da guerra e per questo penso che questi rasoi in bachelite incarnino lo spirito dell'epoca.

Ho sviluppato il rasoio Razoblique durante l'isolamento dovuto alla pandemia da Covid-19, mi è sembrato naturale sperimentare materiali diversi come fecero i designer e gli ingegneri del passato perché anche oggi l'industria sta affrontando una penuria di materia prima e la conseguente crescita dei prezzi. Ovviamente ho scartato subito la bachelite, materiale ormai superato data la sua fragilità, quindi ho concentrato la mia ricerca tra i materiali più moderni e innovativi e grazie al confronto con alcuni ingegneri specializzati in stampaggio sono giunto alla scelta del polipropilene che rappresenta la migliore sintesi tra esigenze estetiche, resistenza alle alte temperature e durezza.

Così dopo svariati mesi di disegno, sviluppo e confronto con designer e ingegneri, sono lieto di presentarvi il frutto del mio lavoro: Razoblique.

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Paolo di Razoblique.

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